Ci sono pochi elementi tanto caratteristici del paesaggio salentino e pugliese quanto i muretti a secco. Nati dalla necessità, quella di allontanare le pietre per facilitare le attività dell’agricoltura, sono poi diventati opera d’ingegno e d’arte, adattandosi alle condizioni locali, alla pietra disponibile e alle condizioni del terreno, per poi fiorire in infinite varianti, ognuna con i suoi perché è ragioni. Un’arte che sembrava destinata a scomparire, ripresa e salvata dai nuovi salentini, da chi ha attraversato il mare per riparare la pietra, per amare e sorreggere gli arazzi di bianche linee di pietra che ancora splendono sotto il sole del Salento.