La cantina sociale

"In passato la raccolta veniva fatta esclusivamente a mano, a metà degli anni 90 sono comparse le prime vendemmiatrici che hanno agevolato il lavoro in campagna".

Torri splendenti d’acciaio segnano l’entrata dei paesi del vino, come la Cantina Sociale di Leverano, per chi la intraveda giungendo dal mare. All’inizio dell’autunno è la processione dell’uva, tra file di trattori e rimorchi che aspettano l’ingresso nel tempio del vino – 1.200 soci che lavorano insieme, rimorchi piccoli che ancora raccontano d’uve raccolte a mano, alternati a cassoni grandi ed alti che narrano di vendemmiatrici meccaniche nuove e veloci. L’appello dell’uva, varietà, pesatura e grado zuccherino, prima della pigiatura e dell’ingresso nelle torri d’acciaio, dove sapienza antica e conoscenza moderna mescolano mosti e vinacce, distillando profumi, sapori e racconti di paesaggi e persone, unici come ogni bottiglia di vino, preziosi come il legame tra i Soci della Cantina Vecchia Torre, che continua solido da oltre sessant’anni per rinnovarsi anno dopo anno ad ogni vendemmia.

Racconto di
Ennio Cagnazzo

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