La coltivazione dei garofani

“Per me la terra è stato lavoro ed anima allo stesso tempo, ha saputo fecondare i miei sentimenti oltre alla mia persona, la mia immagine, i miei colori, i miei sensi. Ha saputo svegliare tutto quello che era nascosto dentro di me, attraverso lo sguardo o il profumo di un fiore, attraverso un tramonto, la sfumatura di un colore, attraverso la piega di una foglia. La natura mi venia incontro per farmi rendere conto di quali sensibilità sono nascoste dentro di noi per poterle prendere e farle proprie”.

La storia di Donato Martino e dei primi fiori piantati a Leverano inizia nel primo dopoguerra, quando tutto mancava tranne la voglia di costruire, di rinascere, di seminare i colori di un futuro diverso. Non fu un inizio facile, dopo i primi tentativi falliti in altre parti d’Arneo, con il coraggio di continuare e riprovare e poi la pazienza di sorridere agli scettici ed ai curiosi, per spiegare che lì stava piantando il futuro di figli e nipoti per tutta la Leverano di domani, anche di quelli che suggerivano “di piantare cipolle”. E dopo i successi ed i premi, la voglia di guardare ancora avanti e rimettersi in gioco, con l’idea di coltivare gli ortaggi a rotazione nelle serre, per far riposare i terreni. Un tratto passato alle nuove generazioni, come al figlio Tommaso divenuto un affermato artista floreale e scrittore, tutto grazie al pioniere Donato Martino, che dalla terra ha fatto nascere poesia.

Racconto di
Tommaso Martino

Guarda anche...