Il lavoro delle donne

“A scuola fino a 11-12 anni e poi abbiamo iniziato a lavorare in campagna in base alle necessità, la mattina ci alzavamo presto per andare alla novena alle 3 (…) ed alle 7 dovevamo andare in campagna e faceva molto freddo. Mio padre riscaldava le pietre per poterle prendere tra le mani e riscaldarci”.

Del lavoro delle donne si sapeva solo quando iniziava, magari alle tre in inverno, per andare alla novena, e poi da lì continuava. Sempre fuori, per il tabacco, fuori per i fichi, fuori per le olive. Si stava fuori, sempre in compagnia, sempre con qualcuno accanto con cui parlare, scherzare, ridere o confidarsi. Il segreto di tanta “fatia” (lavoro), il segreto delle donne, era quello: ritrovarsi nel racconto, nel canto, nello stare insieme ogni giorno, orgogliose del proprio lavoro che man mano si faceva. E così tramandavano conoscenze e capacità, così si riusciva a fare tutto quello che c’era da fare, dal pane al sapone, dal filare il cotone, al tingerlo con le “scorze delle sete” (la buccia delle melagrane), fino a tesserlo in lenzuola dai motivi turcheschi, lenzuola da conservare con cura, che tengono insieme i ricordi di una vita.

Racconto di
Consolata, Maria Iolanda e Teresa Paladini

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