“A perdere”, come qualcosa destinato a scomparire, come i mestieri dimenticati. Ma anche nel suo significato sociale: lavoro svalutato, non riconosciuto, sprecato. Uno sguardo poetico e intenso sul mondo del lavoro artigiano degli ultimi decenni del Novecento. Una carica emotiva e critica attraversa queste immagini che raccontano gesti, volti, mani e strumenti di mestieri oggi scomparsi o profondamente trasformati. Le fotografie diventano memoria viva di un tempo in cui il “fare” era identità, relazione, fatica e bellezza. Un patrimonio umano e culturale che si dissolve nel silenzio della modernità. Questa mostra custodisce e restituisce dignità al lavoro manuale, rievocando saperi, luoghi e storie che rischiano di essere perduti. Ogni scatto è un atto di resistenza alla perdita, un omaggio al lavoro come valore, appartenenza e dignità.